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B&B e short break: un connubio che vale tante prenotazioni


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Gli short break possono far aumentare le prenotazioni di b&b e di tutte le strutture ricettive extralberghiere, come appartamenti Airbnb, case vacanza, affittacamere.

Banale? Meglio così! Significa che sfruttate già questo trend del settore turistico con buoni risultati. Invece, tutti i professionisti del settore ricettivo che non hanno mai fatto leva su questa tipologia di viaggio, dovrebbero leggere l’articolo. Vi spiegheremo perché gli short break sono un’opportunità profittevole e come sfruttarli per incrementare clienti e guadagni.

Cosa sono gli short break

La più semplice definizione di short break è:

un soggiorno lontano da casa la cui durata va da una a tre notti

Si tratta di una tipologia di viaggio che racchiude tantissime varianti: dal weekend romantico a quello per partecipare a una festa tra amici o a una riunione di famiglia. Oppure per assistere a un concerto, una partita di calcio, una sagra di paese.

Report sugli short break

Niente di nuovo insomma. Se non fosse che una recente ricerca ha messo nero su bianco l’incremento degli short break, a scapito dei soggiorni di più settimane. E ha rivelato come i viaggi da una a tre notti non siano più una soluzione obbligata o un ripiego. Ma un modo di viaggiare appositamente scelto da un numero sempre maggiore di turisti. Leggi come e perché.

L’indagine di mercato sugli short break è stata condotta sui duemila adulti provenienti da tutto il Regno Unito. L’abbiamo presa in grande considerazione sia per la nazionalità degli intervistati, la Gran Bretagna, paese multiculturale che spesso ha anticipato e dettato le tendenze di molti settori dell’economia, sia per la sua fonte.

Infatti, la ricerca è stata commissionata da Flybe, la compagnia aerea specializzata in collegamenti regionali più grande d’Europa. La durata media dei loro voli è di appena 52 minuti. Dei veri esperti di questa nicchia, non credete?

Short break: gli ultimi numeri

Nel 2017 nel Regno Unito sono stati prenotati 46.4 milioni di short break per una spesa di 9.8 milioni di sterline, con un tasso di crescita del 6.5% (dati Mintel: Short and city breaks market report, July 2018).

Come anticipato prima, la crescita degli short break ha segnato il declino dei viaggi di due settimane. Flybe stessa, mette in evidenza come proprio il settore dei trasporti aerei sia stato il motore di questo cambiamento, con il boom delle compagnie low cost che ha trasformato le abitudini di viaggio degli europei.

Chi sceglie gli short break

Eccovi svelata la classifica dei viaggiatori che hanno contribuito di più alla crescita degli short break (rispetto a cinque anni fa):

  1. 25-34 anni. Con un +40%, i viaggiatori di questa fascia d’età guidano la classifica di coloro che più si sono convertiti alla formula della vacanza mordi e fuggi;
  2. 18-24 anni. I giovanissimi si piazzano al secondo posto con un +39%;
  3. 35-44 anni. Hanno fatto registrare un +30%;
  4. 45-54 anni. Sono penultimi con il +25%;
  5. +55 anni. Gli over 55 chiudono la classifica con un +23%.

È interessante notare che i viaggiatori tra i 18-24 anni sono quelli che viaggiano meno (2.3 volte l’anno). Ma i loro “pochi” viaggi sono soprattutto short break in UK, da 1 a 3 negli ultimi 12 mesi. All’opposto, gli over 55 viaggiano di più (spesso sono pensionati e/o hanno più soldi) ma optano un po’ meno per i viaggi brevi, comunque interni. Infine, ben il 15% delle persone nella fascia 25-34 anni ha fatto fino a 4 short break nell’ultimo anno, anche in questo caso prevalentemente nel Regno Unito.

Perché gli short break fanno crescere il booking

Il report di Flybe certifica che il fenomeno degli short break è in forte crescita. Cosa che non potrà che avere un effetto positivo sulle prenotazioni di b&b, Airbnb, case vacanze, etc. Così come alcuni dei motivi per cui gli short break vengono preferiti ai viaggi lunghi: risparmio, desiderio di esperienze, di sfruttare al meglio il tempo libero, incontrare la famiglia e viaggiare con differenti gruppi di persone.

I b&b e le strutture extralberghiere spesso sono percepiti come soluzioni più economiche rispetto a hotel indipendenti e catene alberghiere. E il risparmio è una delle leve di viaggio soprattutto tra chi ha dai 18 ai 24 anni!

Anche il desiderio di spendere tempo libero e denaro in esperienze piuttosto che in altro, coincide con la scelta di una struttura extralberghiera, spesso percepita come una modalità di alloggio in cui trascorrere un soggiorno più autentico.

Infine, gli short break rispondono alla voglia di viaggiare con differenti gruppi di persone. E cosa c’è meglio di una casa vacanze o un Airbnb per condividere, risparmiando, l’appartamento durante i pochi giorni di vacanza?

5 modi per aumentare le prenotazioni del b&b con gli short break

digital concierge per b&b

Come aumentare le prenotazioni dei b&b

Appurato che gli short break sono una buona idea per b&b e strutture extralberghiere, bisogna capire come sfruttarli.

1) Non sottovalutare il traffico interno di turisti

Il 92% degli short break censiti dal report di Flybe si è svolto dentro i confini del Regno Unito. Elaborate promozioni, offerte e pacchetti per i residenti italiani che si spostano per raggiungere la famiglia da nord a sud o viceversa, partecipare a matrimoni, addii al celibato/nubilato, partire di calcio. Le occasioni non mancano.

2) Organizzare al meglio il soggiorno dell’ospite

Il cliente in vacanza per soli due giorni non ha tempo da perdere in contrattempi e seccature. Inoltre, dalla ricerca Flybe, vien fuori che lo short break è visto come un’occasione di relax e pace dai tutti i turisti over 25. Offrite ai vostri ospiti i servizi ideali per non perdere tempo, come il fast check-in e il car rental.

3) Puntare sulle esperienze di viaggio

Vivere esperienze emozionanti e prendersi una pausa dal lavoro, sono tra leve che spingono maggiormente a prenotare uno short break. Soprattutto nelle fasce di età che più apprezzano le vacanze brevi, ovvero quelle tra i 18 e i 34 anni, formate da persone impegnate a fare carriera e non ancora imbrigliate tra famiglia e figli. Suggerite ai vostri ospiti le attività più autentiche da fare a destinazione e le attrazioni imperdibili.

4) Ridurre il minimum stay

Questo consiglio arriva direttamente da Airbnb. Durante l’ultimo Vacation Rental World Summit di Como, Airbnb ha reso noti gli ultimi trend e la crescita – manco a dirlo! – degli short break. Qui puoi leggere i dati svelati da Airbnb durate il VRWS 2018.

5) Sfruttare la tecnologia

Dal report di Flybe è emerso che ben il 77% degli short break è stato prenotato utilizzando le moderne tecnologie. Non ci stupisce, data l’età dei viaggiatori che più apprezzano questa formula di vacanza. Assecondate questa loro abilità nell’uso di pc e smartphone mettendogli a disposizione la tecnologia per vivere al meglio il soggiorno.

 

Per realizzare queste strategie non c’è bisogno di grossi investimenti o di raddoppiare le ore di lavoro. Bastano nuovi strumenti, come Edgar Smart Concierge, l’app di digital concierge 100% personalizzabile studiata per b&b e per tutte le altre strutture ricettive. Ancora non sapete cos’è un digital concierge? Leggete qua.

Con Edgar offrite ai clienti il fast check-in da fare comodamente da casa prima dell’arrivo. Così come la prenotazione dell’auto direttamente dall’app che vi permette anche di guadagnare dalle commissioni. Inoltre, i vostri clienti vedranno sulla mappa mobile sia i punti di interesse, come attrazioni e luoghi utili (farmacie, ospedali, market, atm, etc.) sia centinaia di esperienze di viaggio, dal tour culturale al trekking più avventuroso, da acquistare in pochi click direttamente dalla vostra app.

 

Gli short break sono solo uno dei trend del settore turismo da sfruttare per aumentare le prenotazioni di b&b e strutture extralberghiere. Ma potete trovare ispirazione anche in altre idee per bed and breakfast e attività ricettive. Leggete anche 5 strategie per conquistare i solo traveller se hai un b&b o lavori nell’extra-ricettivoCome attrarre i clienti bleisure nella tua piccola struttura ricettiva.

 

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