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Destination marketing: 5 modi per attrarre più ospiti


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È possibile aumentare i clienti della tua struttura ricettiva o extralberghiera con il destination marketing? La risposta è sì!

Prima di spiegare cos’è il destination marketing, vogliamo dirti cosa non è: né una moda degli ultimi mesi né una soluzione miracolosa. Ma dopo anni di esperienza, anche tu saprai che i metodi rapidi funzionano per breve tempo o sono ai limiti della legalità. Invece noi vogliamo suggerirti una strategia per aumentare i profitti per anni, non per un mese.

Inoltre, la tecnologia digitale oggigiorno velocizza, semplifica e rende perfino molto più economico fare marketing territoriale. Per cui continua a leggere.

Destination marketing: cos’è?

Ecco la definizione di destination marketing:

il destination marketing è una strategia di promozione del territorio, inteso come località, città, regione o perfino nazione. Coinvolge i numerosi soggetti pubblici e privati che operano nella medesima destinazione e si basa sulla gestione coordinata di tutti gli aspetti che compongono quel territorio, concorrendo a creare valore: dalle attrazioni ai mezzi di trasporto, dai servizi egli eventi, dall’immagine ai prezzi.

Hai mai fatto parte di una DMO (Destination Management Organization)? Le DMO sono tutte quelle organizzazioni pubbliche o semi-private che promuovono e gestiscono i flussi turistici.

Sono almeno due i motivi per cui non si può più fare a meno del destination marketing nell’era del turismo digitale:

  • agli albori del fenomeno turistico l’unico concorrente di un hotel era l’albergo accanto. Poi la concorrenza si è allargata: ad esempio tra località balneari in una stessa regione. Ma oggi che internet ha ridotto le distanze e permette di confrontare la tua struttura con quella posizionata in un altro continente, la concorrenza è spietata.
  • solo poche strutture ricettive sono destinazioni esse stesse (terme, spa, casinò). In tutti gli altri casi, il turista sceglie prima la destinazione e poi l’hotel o l’attività extralberghiera in cui soggiornare.

5 modi per incrementare gli ospiti con il destination marketing

In base a questa definizione, non puoi fare destination marketing da solo. Tuttavia puoi sfruttarne i principi e gli strumenti per fare 3 cose:

  1. collegare la tua attività alla località, perché il turista non cerca una struttura ricettiva ma una destinazione;
  2. offrire ai tuoi ospiti molto più di un letto. Il viaggiatore ha bisogno di una struttura per soggiornare e da qui spostarsi per esplorare il territorio, partecipare ad eventi, incontrare parenti o nuovi amici. Per cui devi includere nella tua proposta i servizi e le attività per muoversi e fare esperienze di viaggio. Ma poiché tu sei un professionista dell’hospitality, non una guida turistica, un tassista, un ristoratore, hai bisogno di fare rete. 
  3. fare rete. Cosa non semplice, soprattutto se hai avviato da poco il tuo bed & breakfast o sei appena diventato un host Airbnb.

Un metodo veloce per fare networking è la nostra app per strutture ricettive ed extralberghiere: Edgar Smart Concierge. Il cliente fa il download dell’app e ha a disposizione immediatamente sullo smartphone l’elenco geolocalizzato di tutte le attività e i servizi proposti nella tua zona dagli operatori locali integrati in Edgar. In Sardegna sono incluse anche le esperienze di Escursì, leader nell’attività outdoor.

Se invece hai già degli operatori con cui collabori, puoi includerli nell’app facendoli registrare gratis su Edgar tramite Guide Me Right. Il vantaggio è la commissione, perché tu guadagni una fee sulla vendita ogni volta che l’ospite acquista un’esperienza tramite l’app.

 

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Ma poiché il destination marketing è molto più di questo, leggi 5 modi per fare marketing territoriale, con o senza Edgar Smart Concierge.

1. Collega la struttura ricettive alla destinazione

Il viaggiatore digitale setaccia il web via desktop e smartphone in cerca di ispirazione per la sua prossima vacanza. Il più delle volte, nella prima fase di pianificazione della travel experience, usai social e i blog come fonte d’idee. Il tuo futuro ospite guarda le foto e le stories che amici e following postano su Instagram. Legge sui blog i racconti di viaggio scritti da altri turisti sulla destinazione.

Non esageriamo se scriviamo che comparire tra questi risultati di ricerca e in questi feed è come vincere alla lotteria. Il viaggiatore si ricorderà della tua struttura quando dovrà scegliere l’alloggio e chiederà direttamente ad amici e conoscenti un feedback sul tuo hotel, b&b, appartamento.

Per raggiungere questo obiettivo devi:

  • pubblicare sul sito web o ancor meglio su un blog, articoli a tema sulla località in cui si trova la tua struttura ricettiva. Scrivi di: eventi in programma, storia del posto, tradizioni, cucina tipica… Gli spunti non mancano. Non è un lavoro breve. Raccoglierai i frutti dopo qualche mese. Non è nemmeno a costo zero. Dovrai investire tempo e anche qualche soldo per aprire il blog e posizionarlo lavorando sulla SEO specifica per il settore ricettivo. Ma i risultati sono ottimi e a lungo termine.
  • sfrutta i social, in particolari quelli incentrati su immagini e video, come Instagram. Probabilmente sei abituato a postare su IG tramite il tuo profilo privato, ma farlo con degli obiettivi di business richiede qualche conoscenza in più. Trovi tutte le info sulla nostra guida su Instagram per hotel e strutture ricettive.
  • usa gli UGC (User Generated Content), ovvero i contenuti creati dai tuoi ospiti. Ricondividili taggando il cliente. Questi post sono molto efficaci perché sono una testimonianza autentica della qualità del servizio offerto.

2. Offri ai clienti informazioni utili

I viaggiatori di oggi cercano informazioni sulla destinazione tramite lo smartphone. Spesso si imbattono in miliardi di notizie e hanno difficoltà a selezionare quelle più importanti. Tu, in qualità di host o gestore di hotel esperto del tuo territorio, sai perfettamente quali sono le attrazioni più belle, i ristoranti migliori e dove sono farmacie, bancomat, fermate dell’autobus.

Da anni continui ad aggiornare brochure e cartine cartacee, materiale ingombrante e costoso che devi ristampare in continuazione, Ma ormai i viaggiatori sono abituati ad usare prevalentemente lo smartphone.

Per conciliare le tue preziose conoscenze con le nuove abitudini di viaggio, puoi sostituire mappe e volantini cartacei con quelli in formato digitale. Ad esempio, la nostra app di digital concierge integra una mappa mobile con centinaia di punti di interesse geolocalizzati (dai musei agli ospedali, dalle stazioni ai bancomat). La mappa è personalizzabile perché puoi scegliere cosa mostrare e inserire nuove attrazioni come i ristoranti con cui hai convenzioni.

3. Suggerisci esperienze di viaggio

esperienze di viaggio

Le esperienze di viaggio sono una leva del destination marketing

Come scritto prima, le persone viaggiano perché vogliono esplorare una località, non per alloggiare in una determinata struttura ricettiva (ad eccezione di un casinò o di una spa). Ma per il viaggiatore esplorare significa fare esperienze di viaggio, non possedere.

Le attività da fare sul territorio sono una delle leve più efficaci del destination marketing. Sfruttale per fare up-selling. Infatti, come emerge da una recente ricerca di Booking, i turisti apprezzano i consigli degli host utili per pianificare il soggiorno, a condizione che non siano generici ma personalizzati:

  • per i clienti abituali, usa le informazioni sui loro precedenti soggiorni. Scegli i servizi e le attività da suggerire via e-mai oppure, se usi Edgar Smart Concierge, i tuoi clienti vedranno sull’app tutte le esperienze disponibili (puoi anche scegliere quali mettere in evidenza nella vetrina);
  • per i nuovi clienti, studia prima il target (età, genere, provenienza, coppia o famiglia), poi seleziona i servizi e le esperienze. I tuoi clienti vedranno comunque sull’app tutto quello che offri.

4. Fai destination marketing con fornitori e partner

Per fare up-selling, sono fondamentali anche i servizi. Di solito, non appena completata la prenotazione, i viaggiatori acquistano solo i servizi essenziali, come il transfer. Invece a poche ore dall’arrivo o una volta a destinazione sono pronti ad acquistare molto altro.

Ma ad eccezione degli agriturismi o delle strutture con numerose camere o più alloggi dislocati sul territorio, molte attività ricettive non hanno servizi da proporre. Qui entra in gioco il destination marketing che deve aiutare gli operatori turistici a mettere a sistema le risorse del territorio.

Per te è fondamentale costruire una rete di partner e fornitori di servizi esterni. Se usi Edgar Smart Concierge puoi accedere senza costi aggiuntivi al network di operatori locali integrato tramite Guide Me Right. Ad esempio i tuoi clienti prenoteranno l’auto direttamente tramite l’app e farti guadagnare una commissione.

5. Traccia il comportamento dei tuoi ospiti

Il GDPR ha imposto molte limitazioni al trattamento dei dati personali. Ma non ti impedisce, rispettando determinate condizioni, di raccogliere le informazioni e usarle per targettizzare i clienti.

Leggi anche Come sfruttare il GDPR se gestisci hotel, case vacanza e b&b.

Usa gli insights di Facebook e Instagram e Analytics per conoscere meglio i tuoi follower e i visitatori del sito web. Se desideri ancora più informazioni, hai a disposizione altri strumenti. Tramite gli insights di Edgar Smart Concierge scopri come i tuoi ospiti usano l’app e puoi migliorare la tua offerta.

 

Il destination marketing è una strategia di promozione efficace che produce effetti duraturi nel lungo periodo. Richiede il coinvolgimento di più soggetti e la responsabilità non può certo ricadere sul singolo gestore di hotel, sui property manager o sugli host dell’extralberghiero. Tuttavia i professionisti del settore ricettivo possono sfruttare le leve del destination marketing per collegare la loro struttura alla destinazione e aumentare ospiti e guadagni.

 

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