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Gli affitti a breve termine in Italia nel primo semestre 2018 secondo Halldis


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Ti occupi di affitti a breve termine? Sei un property manager, gestisci o possiedi più appartamenti e case vacanza?

Secondo Vincenzo Cella, Managing Director di Halldis, le locazioni brevi permettono ancora oggi di aumentare il proprio reddito e ammortizzare i costi di management delle proprietà immobiliari:

L’affitto breve rappresenta una grande opportunità per gli italiani proprio per la loro natura di proprietari di immobili che, spesso, hanno più di un’unica casa di proprietà. Questa tipologia di affitto consente di incrementare il ritorno sull’investimento portando il rendimento dell’immobile fino al 7%, o comunque nella maggior parte dei casi, permette di coprire i costi che un immobile genera anche se inutilizzato. Grazie all’affitto a breve termine, un appartamento può anche trasformarsi in una struttura ricettiva, e quindi diventare un’importante fonte di reddito per i proprietari.

Leggi qual è la situazione del mercato italiano degli affitti brevi in quattro città: Milano, Roma, Bologna e Firenze. I dati sono estratti dal Terzo Osservatorio sugli affitti a breve termine di Halldis. Questi numeri non sono solo interessanti ma anche rari, perché si tratta dell’unico studio economico disponibile attualmente sul settore.

Halldis è una società italiana che gestisce immobili per conto dei proprietari attraverso la formula dell’affitto a breve termine. Leader del mercato, vanta circa 2.000 proprietà in Italia e in Europa.

Il settore affitti a breve termine

Prima di vedere le differenze, vediamo cosa hanno in comune queste quattro importanti città della nostra penisola. Il mese con il tasso di occupazione più basse è gennaio. Quello con l’occupazione più alta è maggio per Roma, Bologna e Firenze. A Milano invece il dato più importante è stato registrato a febbraio.

Non dimenticare che il tasso di occupazione degli appartamenti è fortemente influenzato dagli eventi in programma, come fiere, manifestazioni culturali, sportive. Ad esempio, gli Internazionali BNL di Tennis a Roma, la Settimana della Moda a Milano e la Fiera del Libro a Bologna.

Milano

Durante i primi sei mesi di questo anno è stata registrata una crescita della media di occupancy (ovvero la percentuale di saturazione degli immobili) superiore al 10%, pari allo 85,68% nel 2018.

La zona di Milano che genera il maggiore fatturato per affitto è il Quadrilatero della Moda, seguita da Duomo-Centro e da Conciliazione-Cadorna. Le vie dello shopping milanese producono un fatturato pari a 197,62€ al giorno, contro le 134,38€ e le 118,24€ delle altre aree segnalate.

Halldis calcola il fatturato per affitto tramite il RevPAR (Revenue per Available Rental), prendendo in considerazione il prezzo medio giornaliero e il tasso di occupazione.

Roma

affitti a breve termine Roma

Il settore affitti brevi a Roma

La media di occupancy a Roma è più bassa rispetto a Milano: 69,25%. Anche se la Capitale segna un +5% rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda le zone con il fatturato più alto, Trevi guida la classifica con 97,08€, seguita da Campo de’ Fiori, 79,62€ e Piazza di Spagna, 75,38€. Queste tre aree sono sicuramente le più importanti per il settore, a prescindere dalla durata del soggiorno.

Bologna

Il settore affitti brevi a Bologna

Il quadro del mercato degli affitti a breve termine cambia a Bologna. La città delle torri, dei portici e dei tortellini fa registrare un calo del tasso di saturazione del 3%. Tuttavia, grazie all’aumento dei prezzi medi di circa il 4%, il fatturato è stato comunque positivo.

Il quartiere più redditizio è il centro della città, con 79,35€ per giorno. Tutte le altre zone di Bologna hanno un RevPAR decisamente inferiore. Ad esempio, Saffi-Ospedale Maggiore, pur essendo secondo, ha un fatturato giornaliero di soli 47,50€.

Firenze

appartamenti affitti brevi Firenze

Il settore affitti brevi a Firenze

Fanalino di coda, Firenze. Infatti qua come a Bologna c’è stato un calo dell’occupazione (-2,32%). Tuttavia, non essendo aumentati i prezzi medi, il rendimento degli immobili destinati agli affitti a breve termine è sceso dell’1,89%.

Una delle cause, sempre secondo Halldis, è l’elevata competitività dovuta alla grande disponibilità di immobili, in particolare di proprietà di privati.

Infine, le aree più remunerative. Anche in questo caso, la situazione si ribalta rispetto alle altre tre città italiane. A Firenze il fatturato più alto è generato dalle zone non classificate (79€), dove spesso gli immobili sono di maggiori dimensioni. Segue Oltrarno con 67,67€. Mentre il meraviglioso centro storico si piazza solo terzo con 64€.

Gli affitti a breve termine convengono ancora?

Il settore degli appartamenti per affitti brevi è cresciuto nel 2018 sia a Milano che a Roma. Qui, grazie all’aumento di prezzi e tasso di occupazione, le locazioni brevi hanno reso fino al +20% (Milano) e +12% (Roma). Tiene Bologna. Solo Firenze ha registrato un decremento.

Il mercato degli affitti brevi rimane stabile o cresce, confermandosi come un settore in cui investire. Così come si verifica nel resto del mondo.

Il grande vantaggio per i proprietari di case e i property manager, gli investitori pubblici e privati, è che gli affitti brevi non sono solo una fonte di reddito. Sono anche una soluzione ai problemi burocratici e gestionali collegati al management degli immobili.

 

Se sei un property manager o ti occupi di affitti brevi, hai bisogno di essere sempre aggiornato sui trend del settore e i nuovi strumenti di gestione disponibili. Solo così non perderai terreno rispetto alla concorrenza.

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