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Da affittacamere non professionale a property manager in 3 mosse


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Stai valutando se aprire un affittacamere non professionale o uno professionale? Nell’articolo spieghiamo la differenza tra le due tipologie di attività. E andiamo oltre. Infatti dopo qualche mese di facile gestione immobiliare, potresti decidere di trasformare la tua piccola fonte di guadagno in un lavoro vero e proprio e diventare property manager.

1^ mossa. Affittacamere non professionale

Se al momento vivi in una casa grande e hai delle camere che non usi, puoi ricavare un piccolo reddito avviando un’attività di affittacamere non professionale. Conviene soprattutto nelle grandi città, in quelle universitarie o turistiche durante l’estate. In queste località ci sono molti studenti e lavoratori, spesso precari o stagionali, che cercano un alloggio per brevi periodi. Forse può interessarti sapere che hai diritto a sgravi fiscali se affitti a studenti in un grosso centro. Leggi questo approfondimento sulle agevolazioni per chi affitta a studenti fuori sede.

Breve premessa. Non esiste una normativa unica nazionale sugli affittacamere. Per cui ti consigliamo di verificare sempre le leggi e i regolamenti regionali e comunali. Per le linee generali, continua a leggere.

L’affittacamere non professionale è un’attività di tipo occasionale. Per essere occasionale deve essere esercitata nella stessa casa in cui hai la residenza o il domicilio. L’affittacamere non professionale che offre anche la colazione è quindi molto simile a un bed & breakfast, addirittura uguale a seconda della regione. Il tuo unico obbligo è presentare la SCIA, ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

La SCIA è un documento telematico con i dati relativi all’immobile che serve ad attestare il possesso dei requisiti igienici, sanitari, edilizi della struttura e quelli morali del proprietario. Va inviata attraverso apposite piattaforme o posta certificata al comune in cui si trova la camera o le camere occupate. Devi provvedere all’invio prima di iniziare l’attività.

Affittacamere non professionale: normativa fiscale

Se offri esclusivamente i servizi minimi obbligatori per gli affittacamere (fornitura di energia elettrica, riscaldamento, acqua calda e fredda, pulizia giornaliera dei locali, cambio della biancheria per ogni nuovo cliente e almeno una volta alla settimana, addetto sempre reperibile) allora la locazione può dar luogo a redditi di fabbricati. Se invece fornisci servizi aggiuntivi (es. la colazione), devi dichiarare il guadagno nel modello Unico o nel 730, nella categoria redditi diversi. Rilascia ricevuta ai clienti, con marca da bollo di 2€ solo per gli importi superiori alle 77,47€.

Differenza tra affittacamere professionale e non professionale

Differenza fra affittacamere professionale e non professionale

Qual è la differenza tra un affittacamere professionale o non?

La differenza tra le due tipologie di affittacamere dipende da:

  • dove vivi
  • requisito dell’occasionalità
  • numero delle camere affittate

Sei sicuramente un affittacamere professionale se non vivi nello stesso immobile in cui affitti le camere. Invece il criterio dell’occasionalità e il numero di stanze affittabili, senza essere costretto ad aprire partita IVA, dipende dalle regioni. Ma di solito sei un affittacamere professionale se affitti più di 2 camere, l’attività è continuativa e senza pause, offri servizi tipici alberghieri.

L’affittacamere non professionale non è tenuto ad aprire la partita IVA, ad iscriversi al Registro delle Imprese presso la camera di commercio o a comunicare i prezzi.

2^ mossa. Affittacamere professionale

Dopo aver sperimentato cosa vuol dire gestire una o due stanze, potresti trovare redditizio allargare la tua attività. In questo caso devi diventare un affittacamere professionale. Solo così non sarai obbligato a vivere nello stesso appartamento in cui ospiti i tuoi clienti. Inoltre gli affittacamere professionali possono essere gestiti da soggetti diversi da una persona fisica, come una società. Puoi aumentare l’offerta e la qualità di servizi d’ospitalità e attrarre una clientela più ampia: famiglie, chi viaggia per lavoro, turisti stranieri.

Nello specifico, l’affittacamere professionale o guest house può dare in affitto fino a un massimo di 6 camere ovvero 12 posti letto. Le camere devono essere distribuite in massimo due appartamenti che si trovano nello stesso stabile ammobiliato e a cui si accede dal medesimo ingresso lato strada. Il soggiorno dovrebbe durare minimo 7 giorni (fa eccezione se si affitta ai lavoratori dello spettacolo). L’uso del condizionale però è d’obbligo, perché accade frequentemente che le camere vengano affittate anche solo per un weekend.

Come affittacamere professionale devi avere partita Iva con codice ATECO 55.20.51, Attività di affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence. L’esercizio dell’attività in forma professionale è soggetto all’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.

Come migliorare la gestione della tua attività professionale

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3^ mossa. Diventa un property manager

da affittacamere non professionale a property manager

Come passare da un’attività di affittacamere al property management

Dopo qualche mese dall’apertura della partita IVA, avrai già abbastanza esperienza da poter aiutare familiari e amici che hanno a disposizione camere libere o interi appartamenti. Inizia offrendo la tua consulenza e poi valuta se diventare un professionista a 360° abilitandoti come agente e perfino consulente immobiliare. Non devi aver fatto studi specifici. Devi seguire un corso di alcune ore e superare un esame. In questo articolo abbiamo spiegato nel dettaglio come diventare property manager.

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La normativa italiana in materia di affittacamere è molto confusa. Non ti preoccupare se non hai ancora le idee ben chiare. Scrivici per raccontarci la tua esperienza e spiegarci come funziona nella tua regione.

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